UN ANNO DI COVID: I CAMBIAMENTI NEL MONDO DELLA MODA

Il Covid ha stravolto le nostre vite, ci ha costretti a mutare le abitudini di un tempo e rivedere le vecchie priorità, rivelando la labilità delle nostre certezze. Cambiamenti imprevedibili che hanno coinvolto anche molti settori dell’economia, alcuni dei quali, a più di un anno di distanza dall’inizio dell’emergenza, ancora stentano a riprendere quota. Tuttavia i momenti critici finiscono spesso col favorire anche moti di creatività, solidarietà, ricerca di obiettivi comuni e voglia di sperimentare cose nuove.

É il caso dell’industria della moda, la quale, messa a dura prova da uno dei momenti più delicati della storia, non si è data per vinta, ma si è rimboccata le maniche lavorando “oltre la pandemia” alla ricerca d’innovazioni tecnologiche e nuove strategie che portino a superare il disorientamento indotto dall’annus horribilis. Vediamo in quale direzione la moda sta pensando di affrontare il post-pandemico e quale potrà essere la nuova normalità per il futuro più prossimo.

 

L’accelerazione del digitale

Se è vero che la moda nasconde una forte componente antropologica e si sviluppa di pari passo con i cambiamenti economici, politici, sociali e culturali, negli ultimi anni questo settore non ha potuto di certo ignorare il boom del digitale. Un fenomeno che nel 2020 ha visto accelerare lo spostamento online della vendita di moda al dettaglio a causa dell’abitudine a restare dentro casa indotta dall’epidemia globale.

Adottata da diversi marchi per permettere l’acquisto di prodotti in sicurezza, la creazione di nuovi e-commerce ha rappresentato la tendenza più evidente del nuovo corso, facendo aumentare in maniera vertiginosa l’uso del digitale per questo genere di acquisti. Se, da una parte, i negozi fisici sono stati colpiti dalle limitazioni alla circolazione, le persone non hanno rinunciato a fare shopping ma si sono semplicemente spostati sulle piattaforme, facendo così lievitare le vendite online.

Fondamentale a questo proposito la decisione di spostare tutte le sfilate di moda estive dei grandi marchi su piattaforme online con la piena riuscita di Paris Fashion Week e Milano Fashion Week, che nella loro digital edition hanno raggiunto rispettivamente 20 milioni e 300 mila visualizzazioni, facendo di necessità virtù e sperimentando così un modus operandi alternativo da poter prendere in considerazione anche una volta tornati alla normalità.

La riduzione delle scorte di magazzino

Fra le esigenze più recenti emerse in conseguenza del cambiamento dello stile di vita dei consumatori, quella inerente al ridimensionamento delle giacenze dell’industria della moda, causa di notevoli perdite economiche nel settore. Un problema che, in effetti, era già emerso prima del Covid a causa dell’attitudine sempre più diffusa a preferire beni durevoli e di qualità superiore possibilmente prodotti in modo sostenibile.

Per rispondere alla tendenza “Less is more”, molte aziende della moda stanno così facendo della riduzione degli articoli a magazzino una delle loro priorità, da esaudire anche grazie a un’analisi più accurata delle preferenze dei loro clienti e a un contenimento dei tempi di sviluppo dei prodotti.  Ed è in quest’ottica che si comincia a valutare anche l’idea di non rispettare necessariamente il calendario stagionale della moda ma di adottare la filosofia del see now buy now riducendo i mesi che separano il lancio di una collezione dalla sua vendita.

 

La moda post coronavirus: l’evoluzione delle richieste

Mentre le mascherine si confermano accessorio must have dell’anno e saranno probabilmente indossate ancora a lungo, tanto che molte aziende del fashion hanno cominciato a produrne nelle più diverse fogge, ci si chiede da più parti come ci vestiremo adesso che, grazie al proseguimento della campagna vaccinale e al calo dei contagi, si intravede una ripresa della socialità e delle nostre abitudini di sempre.

Nei prossimi mesi abbracceremo ancora lo stile comodo e informale che ha connotato il periodo delle restrizioni anti-Covid lasciandoci alle spalle le regole di abbigliamento pre-pandemia, oppure avremo voglia di tirare fuori nuovamente tacchi alti, abiti eleganti, minigonne e colori vivaci per celebrare degnamente il ritorno alla vita?