L’AMBIENTE E LA SUA SALVAGUARDIA: 5 BUONE PRATICHE A DIFESA DEL PIANETA

Diventato uno dei temi principali del nostro tempo, il problema della salvaguardia ambientale si è diffuso a livello di opinione pubblica mondiale e nazionale, anche grazie al contributo della giovane attivista svedese Greta Thumberg e dei suoi Fridays For Future, le manifestazioni pacifiche volte alla sensibilizzazione nei confronti dei disastri ambientali e alla promozione di politiche e comportamenti sostenibili da parte dei governi di tutto il mondo.

Un cambio di rotta che sembra non essere più rinviabile, se vogliamo cercare di contenere le conseguenze dei cambiamenti climatici, invertire il processo di degrado degli ecosistemi e consegnare un pianeta abitabile alle future generazioni. E se in questa direzione le decisioni adottate a livello globale potranno fare davvero la differenza, altrettanto importanti sono le buone pratiche individuali, in quanto responsabili di innescare processi imitativi e abitudini collettive che possono influire sulla costruzione di uno sviluppo sostenibile.

 

Vediamo dunque quali sono i principali comportamenti virtuosi da adottare e sostenere per contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta:

Il risparmio energetico

Elencato tra le azioni prioritarie in difesa della terra e dei suoi ospiti, il risparmio energetico è inteso non solo come a riduzione dei consumi di energia, ma anche come limitazione delle emissioni di gas a effetto serra causate dall’utilizzo di combustibili fossili attraverso la diffusione di fonti di energia alternativa. I comportamenti più apprezzabili vanno dall’utilizzo di lampadine a LED allo sfruttamento dell’illuminazione naturale, dall’accortezza di spegnere le spie luminose di TV e pc alla regolazione del riscaldamento non oltre i 20°, dalla scelta di energia green alla sostituzione dei vecchi elettrodomestici con quelli a basso consumo energetico.

 

La riduzione della plastica

Tra i tanti materiali che quotidianamente vengono gettati nei bidoni dei rifiuti, la plastica provoca i maggiori danni all’ambiente a causa delle enormi difficoltà nel suo smaltimento. Un consumo che può essere arginato attraverso piccole pratiche quotidiane come preferire cibo venduto sfuso  a quello confezionato, scegliere cannucce piatti e posate “usa e getta” in bamboo e in carta e portarsi dietro borracce e thermos  al posto di bottigliette di plastica quando si è fuori casa.

Una scelta responsabile, oltre che di grande praticità, è anche quella di fare a meno dei sacchetti in plastica per la spesa, utilizzando le più resistenti borse di tela e i sacchetti ecologici prodotti con materiali naturali e biodegradabili. (Secondo un’indagine di Altroconsumo, infatti, più della metà delle buste monouso per alimenti in circolazione non sono a norma, non rispettando i requisiti minimi per la biodegradabilità, la compostabilità e l’utilizzo di 40% di materia prima).

 

La mobilità sostenibile

Collegato alla qualità della vita dei cittadini, il tema della mobilità urbana è cruciale in quanto componente  altamente responsabile di emissioni inquinanti.  Ben vengano dunque politiche locali tendenti ad incrementare negli utenti la motivazione ad utilizzare mezzi di trasporto più sostenibili delle automobili (bicicletta e trasporti pubblici) adoperandosi a garantire infrastrutture sicure e informazioni disponibili in tempo reale, come pure a servirsi della sempre più diffusa pratica della sharing mobility (car sharing, bike sharing, scooter sharing) quale strumento innovativo ed economico per spostarsi in modo efficiente, rapido e rispettoso dell’ambiente condividendo con altri utenti mezzi e percorsi.

Il riciclo creativo dei materiali

Fra le più recenti strategie del mondo della moda, l’upcycling (o riciclo creativo) realizza nuovi capi e accessori sfruttando tessuti e materie prime inutilizzate (o utilizzate diversamente) allo scopo di incanalare la propria creatività su strade più sostenibili. Ne sono un pregevole esempio i capi realizzati in Re-Pet (o Pet riciclato), termine riferito a un nuovo polimero ottenuto attraverso processi di recupero del comune Pet (polietilene tereftalato), una resina della famiglia dei poliesteri utilizzato comunemente per la produzione di bottiglie per bevande e alimenti.

Le certificazioni ambientali

L’impegno eco-friendly assunto da un numero crescente di aziende può essere riconosciuto dai consumatori grazie alla trasparenza aziendale, che trova nel possesso delle certificazioni ambientali di prodotto (Iso 14001, Gots, Bci, Fsc, Grs) la sua espressione più concreta.

Rilasciate da entità locali e internazionali, le certificazioni ambientali garantiscono ai consumatori l’acquisto di prodotti realizzati nel pieno rispetto degli standard di sostenibilità ambientale e sociale, confermando la provenienza e la natura dei materiali impiegati nel processo produttivo, attestando gli sforzi intrapresi dall’azienda in questa direzione e promuovendo così i comportamenti ecologicamente virtuosi.