L’ECOSOSTENIBILITÀ NEL MONDO DELLA MODA

Da sempre ambasciatrice dei mutamenti sociali e culturali del nostro tempo, la moda oggi è più che mai allineata nei confronti della difesa dell’ambiente, impegnata in una battaglia contro inquinamento, cambiamenti climatici e deterioramento di risorse i cui effetti devastanti si vanno facendo sempre più evidenti tanto da non poter più essere ignorati come troppo a lungo è stato fatto.

Un settore, quello della moda, che negli ultimi anni si è distinto più di altri per la determinazione e l’impegno profusi in vista del raggiungimento di standard eco-friendly: la sostenibilità dei processi produttivi è diventata l’intenzione primaria di un gran numero di brand e ottenere certificazioni green un obiettivo la cui urgenza è avvertita in maniera diffusa e crescente.

Così come, sulla scia dell’impegno di celebrity varie, le quali hanno deciso di esporsi pubblicamente come testimonial di eccezione a favore della causa eco fashion, è aumentato in modo rilevante l’interesse dei consumatori nei confronti della moda etica e sostenibile. La piattaforma di ricerche di moda Lyst ha riferito di un incremento di ben il 47% di capi ecosostenibili nelle ricerche globali, mentre secondo un recente studio della società di consulenza Mc Kinsey l’ecologia applicata al mondo del fashion è destinata a essere uno dei dieci principali trend del futuro.

 

 

L’impiego di materiali innovativi

 

Nell’introduzione di politiche green per ridurre l’impatto ambientale, oltre che su lavorazioni, impianti e smaltimento dei rifiuti, grande importanza assumono l’impiego e la ricerca di materiali innovativi che prevedono l’utilizzo di materie prime provenienti da coltivazioni biologiche, fibre naturali e colorazioni non trattate e per questo scarsamente impattanti.

Oltre al cotone e al lino, resi ecologici da processi eseguiti con criteri ecosostenibili, sono sempre più diffuse le fibre naturali ottenute dalla lavorazione del bambù, della canapa e del mais, mentre si affermano nuovi materiali derivanti da scarti vegetali come arance, ananas e funghi. Fibre ecologiche che non hanno nulla da invidiare ai tessuti più pregiati quanto a lucentezza e morbidezza e che possono essere usati non solo per l’abbigliamento, ma anche per gli accessori: oltre a maglie, abiti e capi di sportwear sono sempre più ricercate ecobags, scarpe vegan e shopper ecologiche.

 

 

Uno dei vantaggi della moda sostenibile è inoltre quello di valorizzare l’handmade e l’artigianalità, dando modo ad alcune realtà locali di combinare in maniera creativa le proprie tradizioni con le più evolute tecnologie, creare piccole collezioni sostenibili e cruelty free ritagliandosi così, seppur faticosamente, una fetta di mercato di tutto rispetto.

 

Il packaging e le buone pratiche

 

Nell’ottica del rispetto di una sostenibilità ambientale, oltre che ai capi di abbigliamento e agli accessori, un ruolo determinante è ricoperto dal packaging: dal punto di vista dell’inquinamento, rispetto al prodotto la sua confezione è infatti potenzialmente assai più dannosa, soprattutto a causa della sua attitudine “usa e getta”. Una scelta appropriata dei materiali e un uso corretto dell’imballaggio compiuta attraverso l’utilizzo di sacchetti ecologici, sottoforma di sacchetti in tessuto o sacchetti riciclati, permette di allungare la vita del pack attraverso un facile riutilizzo senza per questo penalizzarne estetica e funzionalità, nonché di comunicare l’“orientamento ambientale” dell’azienda in maniera immediata ed efficace.

Ognuno di noi può comunque contribuire a rendere la moda più etica e sostenibile adottando uno stile di vita più ecologico, compiendo con attenzione piccoli gesti quotidiani volti alla tutela dell’ambiente ed impegnandosi in iniziative di informazione e sensibilizzazione che possano convincere anche gli altri a operare in questa direzione.