QUANTO È CAMBIATO IL MARE NEGLI ULTIMI 20 ANNI

Fra i principali disastri del nostro tempo, negli ultimi decenni il problema dell’inquinamento di mari ed oceani sta assumendo proporzioni gigantesche e seriamente preoccupanti. Oltre che alla pesca, spesso irresponsabilmente intensiva, oggi la biodiversità marina è, infatti, seriamente compromessa dai rifiuti prodotti dall’uomo fra i quali solo l’inquinamento da plastica presenta numeri impressionanti.

Dall’ultimo rapporto dell’United Nations Environment Programme (UNEP) si rileva che ogni anno finiscono nel mare oltre 8 miliardi di tonnellate di rifiuti plastici, il cui peso, restando così le cose, entro il 2050 si stima sia destinato a superare quello dell’intera fauna marina.  Rifiuti che, affondando, vengono ingeriti da cetacei, tartarughe e uccelli marini mettendo diverse specie marine a rischio, ma che producono danni anche per l’uomo, giacché la frammentazione della plastica genera micro-particelle che, ingerite dai pesci, finiscono spesso per arrivare sulle nostre tavole con conseguenze facilmente immaginabili per la salute.

 

 

Per proteggere i nostri mari e impedirne il progressivo deterioramento s’impone dunque più che mai una rieducazione che regoli la gestione globale dei rifiuti attraverso la ricerca e la sperimentazione e guidi la progettazione dei prodotti realizzati con questo materiale. In attesa di decisioni governative prese su larga scala, il cambiamento delle abitudini del singolo potrebbe però essere in grado di fare la differenza invertendo una rotta che sembra già inevitabilmente tracciata.

 

5 COSE CHE POSSIAMO FARE PER AIUTARE L’AMBIENTE MARINO

 

1. Evitiamo la plastica usa e getta

Il rapporto UNEP evidenzia che a finire in mare sono soprattutto materiali plastici monouso che una volta in acqua impiegheranno circa 500 anni per decomporsi. Bando dunque a bottiglie di plastica, imballaggi alimentari, cannucce e cotton fioc: da preferire invece contenitori in carta o vetro, borracce termiche in acciaio e alluminio e packaging ecosostenibile per alimenti.

 

2. Bando ai sacchetti di plastica per la spesa e lo shopping

Per una spesa e uno shopping consapevoli e rispettosi dell’ambiente marino, oltre a scegliere i supermercati che impiegano sacchetti ecologici ed ecobags per il reparto ortofrutta, va preferito l’uso di sacchetti in tessuto biodegradabile e di shopper ecologiche come eleganti e pratici contenitori da portare sempre con sé al posto dei sacchetti di plastica monouso o quello di sacchetti repet in plastica PET riciclata che permettono di riutilizzare un materiale che altrimenti finirebbe disperso nei nostri mari.

 

 

3. Consumiamo pesce locale e rispettiamone la stagionalità

Poiché la pesca intensiva è tra i principali motivi di distruzione degli ecosistemi marini e che le specie animali che ne fanno parte sono diminuite di ben il 39% negli ultimi 40 anni, mangiare pesce locale proveniente da pesca sostenibile significa contribuire a impedirne l’estinzione.

 

4. Collaboriamo alla pulizia e alla tutela delle spiagge

Il primo passo per beneficiare di un mare incontaminato è quello di tener pulite le spiagge del nostro litorale avendo l’accortezza di non lasciare rifiuti come avanzi di cibo, mozziconi di sigarette o fazzoletti di carta ed esortando gli altri a fare altrettanto. Così come è raccomandato di non portare via “souvenir” della nostra vacanza al mare, sotto forma di sabbia e conchiglie: elementi che sono parte integrante dell’ecosistema marino e che non vanno assolutamente rimossi.

 

5. Sosteniamo chi lotta per l’ambiente marino

Possiamo dare il nostro contributo anche attraverso il sostegno economico a organizzazioni che lavorano alacremente per la protezione e il godimento di mare ed oceani, come MareVivo e la Surfrider Foundation o coadiuvando le azioni concrete e le iniziative di ricerca e sperimentazione sui materiali più sostenibili come il progetto #bagsfortheplanet che Sacchettificio Toscano ha sviluppato e sta tutt’ora portando avanti.

www.bagsfortheplanet.it


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